Penso ci siano pochi posti al mondo che mi hanno segnato come il Roy's Motel. Una vera e propria cattedrale nel deserto, specialmente arrivando da Amboy Road, quindi da Joshua Tree. Penso che racchiuda tutto l'immaginario americano che avevo sempre cercato. Allo stesso tempo rappresenta il fasto e il declino della cultura americana del secolo scorso.
Un po' di storia: il Roy's si trova ad Amboy, in mezzo al deserto del Mojave, sulla vecchia Route 66. Roy Crowl aprì la stazione di servizio nel 1938; il genero Buster Burris ci aggiunse officina, caffè e i bungalow, e negli anni Cinquanta ci lavoravano fino a settanta persone. L'insegna al neon alta quindici metri e l'edificio della reception sono del 1959, in stile Googie. Nel 1972 la Interstate 40 tagliò fuori Amboy e il paese si svuotò quasi da un giorno all'altro. Nel 2005 Albert Okura, fondatore della catena Juan Pollo, comprò l'intera città per 425.000 dollari; la stazione di servizio e il gift shop hanno riaperto nel 2008 e l'insegna è tornata accesa nel novembre 2019, dopo più di trent'anni. Okura è morto nel 2023, la famiglia ha proseguito, e l'obiettivo è riaprire caffè e bungalow per il centenario della Route 66 nel 2026.
Ci sono stato la prima volta con SP nel gennaio 2025, poi con MM, TDN e DM nell'agosto 2025, e poi con UC nel novembre 2025.

